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Borobudur: dalla sparizione al ritrovamento del tempio buddhista più grande al mondo

Quando si parla di Indonesia, la prima cosa che subito salta in mente è il mare cristallino di Bali, ma in realtà questa terra offre molto di più delle sue spiagge paradisiache.

Merita di essere menzionato il favoloso tempio di Borobudur, il monumento buddhista più grande del mondo che si trova sull’Isola di Giava.

E’ composto da 10 terrazze, una per ogni fase del cammino spirituale verso la perfezione, divise in 3 livelli, corrispondenti alle tre sfere buddiste. La salita simboleggia il percorso spirituale verso il raggiungimento del Nirvana.

La storia di Borobudur

La costruzione di questo immenso tempio (2.500 metri quadrati) risale all’ 800 d.c. quando regnava la dinastia Sailendra. L’intento era quello di creare un luogo che unisse culture differenti, soprattutto induista e buddhista.

A tal proposito l’architetto che seguì il progetto fu affiancato da monaci buddhisti provenienti da tutto il mondo in modo da attribuire al tempio influenze indiane, persiane, e babilonesi.

I lavori durarono 75 anni e ci vollero fino a 10.000 operai per portare a termine l’opera.

I livelli superiori del tempio sono costellati da numerose stupa contenenti statue del Buddha leggermente diverse l’una dall’altra, che simboleggiano la mente illuminata.

Il tempio diventato leggenda

A causa delle guerre e delle continue minacce del vulcano vicino, Borobudur fu abbandonato nel IX secolo, poco dopo essere stato eretto.

Col tempo, a seguito di terremoti, uragani e le eruzioni del Merapi, finì per venire sommerso dai detriti e dalla vegetazione, e di conseguenza….dimenticato!

Il risultato fu che tra le generazioni successive, cominciò a dilagare l’idea che la storia di Borobudur fosse semplicemente una leggenda e che il tempio, in realtà, non fosse mai esistito.

La rinascita

Nel corso del XIX secolo, con la conquista di Giava da parte degli inglese, Sir Raffles, da sempre affascinato dalla storia locale e convinto fermamente sull’esistenza del sito, incaricò l’esploratore Cornelis di ritrovare Borobudur e di iniziare i lavori di ripristino.

Dopo diversi mesi e circa 200 uomini , il tempio venne alla luce in tutto il suo splendore  e nel 1907 iniziò il programma di restauro che gli garantì nuova vita.

Da non perdere

Borobudur al tramonto

Un paesaggio suggestivo, circondato da alte vette, tra cui il cono fumante del vulcano Merapi

Patrimonio dell’umanità

Grazie alla continua manutenzione e all’intervento dell’UNESCO del 1970 che finanziò un enorme restauro con l’appoggio di ben 27 paesi, oggi Borobudur è inserito nella lista dei siti patrimoni dell’umanità dal 1991.

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