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Petra e l’ingegno idraulico dei Nabatei

La scoperta di un sontuoso giardino irrigato artificialmente e di un’enorme piscina a Petra, realizzati 2000 anni fa per celebrare la grandezza dei regnanti, testimonia la presenza di un sistema idraulico avanzato, che permise agli abitanti perfino di produrre olio e vino nel cuore del deserto.

È il sorprendente risultato di importanti studi degli archeologi al lavoro nel sito di Petra, città situata nella parte sud occidentale della Giordania e antica capitale dei Nabatei.

Acqua potabile

Gli ingegneri nabatei misero a punto complessi sistemi di irrigazione che raccoglievano l’acqua piovana conservandola in centinaia di cisterne sotterranee, mantenendo così una fornitura continua di acqua potabile.

Si ha dunque la prova della grande capacità degli abitanti di Petra di gestire in modo ingegnoso ed esemplare il consumo di una risorsa tanto preziosa quanto scarsa in una città situata nel cuore del deserto: l’acqua.

 

Non solo acqua, ma anche vino

Grazie a un sistema idraulico avanzato, infatti, gli abitanti della città riuscirono non solo ad assicurarsi un approvvigionamento sicuro di acqua potabile, a prescindere dalla stagione, ma anche a irrigare artificialmente un’enorme giardino, attraversato da sentieri costeggiati da alberi, viti, palme e piante erbacee.

Il complesso sistema di canali, tubazioni in ceramica, cisterne sotterranee e serbatoi che servivano a filtrare l’acqua, consentì alla popolazione di Petra di coltivare, produrre vino e olio d’oliva e costruire all’interno del magnifico giardino monumentale, una piscina a cielo aperto in mezzo al deserto.

Senza queste avanzate tecniche idrauliche, ad oggi Petra non esisterebbe

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